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salvatore Pistorio's artist profile

SALVATORE PISTORIO

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Email Address salvatore.pistorio8[AT]tin.it
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Nationality Italy
Education
Date of birth 22.09.1980
Why make art? Pistorio nasce in quel di Catania nel 1980, data assai travagliata per la città etnea, proprio in quel periodo i restanti garibaldini, tutti dalle loro comode lapidi, in sito al cimitero catanese, aizzavano le folle contro la monarchia costituita dal ex sindaco di Catania, non che capo guardiano dello zoo di paterno, noto come “i facemu nesciri i scimmi da jaggia?”. Il Pistorio fu nascosto pertanto dall’occhio attento dei seguaci del comune etneo, che proprio in quel anno avevano votato ed approvato, la persecuzione di tutti i primi nati, e la loro immediata castrazione, visto che il loro sindaco aveva appena avuto una figlia, e non mandando giù il fatto di non poter dar un seguito al suo regno, decise che tutti i nuovi nati sotto il segno dei maschi, dovessero essere riconvertiti verso la femminilità.
Il Pistorio quindi venne mandato a nascondersi nella foresta alle falde dell’Etna, più nota come “uni si pighiunu i castagni” proprio li, il Pistorio venne a contatto con una scimmia di nome Pelosa, la quale si prese cura di lui e lo accudì per i primi anni di vita, fu proprio fra le braccia di questa scimmia e con l’utilizzo dei suoi peli, dal quale il Pistorio riuscì ad ottenere un pennello, che dipinse il suo primo quadro, l’opera ancora esposta al museo “sotto i piedi del castagno” ritraeva uno scorcio della cappella Sistina, il che è sorprendente dato che l’unica cosa vista dal pittore fino a quel momento altro non era che “a sciara”.
Dopo quel breve periodo dedicato alla pittura accademica, il Pistorio pero si distacco dalle rigide regole classicistiche, per affrontare la pittura con un maggiore impeto derivato dall’insegnamento della badante Scimmia, che insegno al piccolo l’arte del “ad muzum” dai qui nacquero opere come, -mi era rimasto solo il rosso- o come -cavolo mi è finita la colla sulla tela, poi il pennello e ora non riesco più a staccarlo, fan….lo-.
Sono gli anni più felici del pittore, la sua spensieratezza e la sua beltà lo metto sotto i riflettori della fame e del successo. E proprio in questi anni che viene a contatto con la parte artistica dell’isola dalle tre punte.
Fu uno dei protetti da Guttuso che un giorno gli sputo in faccia come segno di amicizia incondizionata, sempre quel anno conobbe Andy Warhol il quale gli domando se con le basette ed i baffi sarebbe stato più credibile come medico primario di un ospedale per non vedenti.
Purtroppo in quel anno sia Andy Warhol che Guttuso scomparvero, il Pistorio venne quindi tacciato di portare male, dagli alti esponenti dell’arte mondiale ed internazionale, la sua nomea ebbe una tale espansione che quando attraversava la strada i gatti neri si toccavano le parti intime.
Ormai abbandonato dalla critica che neanche lo criticava, cadde in una profonda depressione.
Nel 95 all’età di 15 anni ormai compiti il pittore dovette affrontare una profonda crisi di identità, ormai convito di essere il vero napoleone cerco di fondare un partito e di candidarsi in politica, impedì la sua ascesa al senato solo lo sua tenera età, perse infatti per un voto, dato che non avendo ancora compiuto 18 anni non potè andare ai seggi a votarsi.
Questa breve esperienza nei panni di napoleone pero permisero al Pistorio di diplomarsi con un voto di 10/10 in storia, dato che porto come tesina agli esami “Napoleone chi?”.
Uscito dalle scuole superiori il Pistorio fu libero di esprimere tutta la sua arte pittorica disegnando su tutto cio che gli capitava davanti, muri, auto, fogli, piante, un elefante, una cabina del telefono e persino un leone maschio in calore, che dovette poi essere raso dai guardiani dello zoo, passando da leone in calore a leonessa sodomizzata.
Le sue opere non vennero sempre apprezzate dalla critica anzi a avvolte neanche dai normali fruitori, tanto che venne tacciarono di vandalismo.
Per via di alcune sue famose opere come -guarda l’autobus, che porcheria ha sulla fiancata?- venne denunciato, ma grazie all’aiuto dell’avvocato Taormina (provincia di Messina) riuscii a evitare il carcere ed ad ottenere un rimborso spese di cento maglioni delle vecchie lire (perchè non erano state lavate con Perlana) che gli permisero di pagare 1/10 della parcella del suo avvocato.
Il Pistorio entro quindi in crisi finanziaria dalla quale tuttora non si è ripreso, dovette quindi barattare alcune delle sue opere più belle per qualche bene primario come cannabis o oppio indiano, con quel poco che riusciva a tirar su comprava pennelli e pastelli, non che ombrelli e gioielli, e piattelli e fornelli, la sua vita non fu agiata ma piena di soddisfazioni, partecipò all’esposizione internazionale per gli artisti emergenti, organizzata nella città etnea, insieme ad un amico di vecchia data il Filosofo Scultore e Pittore Prete Luca, i due fondarono una nuova corrente artistica “il Bruttismo” il cui apprezzamento supero di gran lunga le aspettative.
Le loro opere lasciarono di sasso i visitatori delle loro mostre, i quali lasciando la stanza, assegnata ad i due artisti per l’esposizione, commentavano la seguente: “il giro nella casa degli orrori è fatto, che altre attrazioni sono rimaste?” o del tipo “ hai notato il crocifisso? Sembrava vomitasse, povero! dovrebbero coprigli gli occhi con una benda.” o ancora “se rinasco voglio rinascere come genitore di uno dei due pittori, poi uccidere il genitore dell’altro e suicidarmi cosi da evitare la loro nascita”.
Questi numerosi apprezzamenti non passarono inosservati, si scomodo per ammirare le loro opere anche il Gino Paciugo, mondezzaio catanese il quale fu tentato di acquistare l’intera esposizione e creare una permanente alla discarica comunale.